Reducational Channel
16 Dic '05 - 21:19 by "I poeti dicono che la scienza ci distrae dalla bellezza delle stelle, ridotte a semplici ammassi di atomi e di gas. Ma nulla è “semplice”. Anch’io posso osservare le stelle in una notte tranquilla e commuovermi di fronte ad esse. Ma io vedo in realtà di più o di meno? La sconfinatezza dei cieli sfida la mia immaginazione; intrappolato in questo carosello senza fine, il mio piccolo occhio può scorgere luce antica di un milione di anni. Un enorme meccanismo -di cui io sono parte- laggiù sta eruttando all’unisono e, forse, la stessa materia di cui io sono composto è stata eruttata da qualche stella ormai dimenticata.
Oppure posso vederle con l’occhio più esteso di Palomar, mentre fuggono veloci da qualche punto comune in cui esse si trovavano forse tutte insieme...
Qual è questo meccanismo, il significato, il perchè?
Non arrechiamo danno al mistero conoscendone qualche dettaglio.
Quanto è di gran lunga più meravigliosa la natura rispetto a quanto ha mai potuto immaginare un qualunque poeta del passato! Perchè i poeti di oggi non parlano di essa? Che uomini sono questi poeti che possono parlare di Giove come se fosse un uomo e che devono restare muti se invece è un’immensa sfera rotante di metano e di ammoniaca?"
Oppure posso vederle con l’occhio più esteso di Palomar, mentre fuggono veloci da qualche punto comune in cui esse si trovavano forse tutte insieme...
Qual è questo meccanismo, il significato, il perchè?
Non arrechiamo danno al mistero conoscendone qualche dettaglio.
Quanto è di gran lunga più meravigliosa la natura rispetto a quanto ha mai potuto immaginare un qualunque poeta del passato! Perchè i poeti di oggi non parlano di essa? Che uomini sono questi poeti che possono parlare di Giove come se fosse un uomo e che devono restare muti se invece è un’immensa sfera rotante di metano e di ammoniaca?"
R. P. Feynman, premio Nobel 1964 per scoperte fondamentali in elettrodinamica quantistica.
tratto da “The Feynman Lectures on Physics”